Note esplicative al Bilancio Consolidato

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INFORMAZIONI SULLA
GESTIONE DEI RISCHI




INTRODUZIONE

L'attività del Gruppo Elica è esposta a diversi tipi di rischi finanziari, tra i quali il rischio legato alle oscillazioni dei tassi di cambio, dei tassi di interesse, dei costi delle principali materie prime, delle variazioni dei flussi di cassa commerciali. Al fine di mitigare l'impatto di questi rischi sui risultati aziendali, il Gruppo Elica ha da tempo avviato l'implementazione di un sistema di monitoraggio dei rischi finanziari a cui è esposto attraverso un programma denominato "Financial Risks Policy" approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo. Nell'ambito di tale politica, il Gruppo monitora continuativamente i rischi finanziari connessi alla propria operatività, al fine di valutarne il potenziale impatto negativo, ponendo in essere, laddove necessario, le opportune azioni per ridurlo.
Le principali linee guida della politica del Gruppo per la gestione dei rischi sono le seguenti:

—› identificare i rischi connessi al raggiungimento degli obiettivi di business;
—› valutare i rischi per determinare se sono accettabili rispetto ai controlli in essere, e se richiedono un trattamento addizionale;
—› rispondere appropriatamente ai rischi;
—› monitorare e riportare lo stato attuale dei rischi e il grado di efficacia del loro controllo.

In particolare, la "Financial Risks Policy" del Gruppo si basa sul principio di una gestione dinamica ed è costituita dai seguenti assunti base:

—› gestione prudenziale del rischio in un'ottica di protezione del valore atteso dal business;
—› utilizzo di "coperture naturali" al fine di minimizzare l'esposizione netta nei confronti dei rischi finanziari sopra descritti;
—› realizzazione di operazioni di copertura, nei limiti approvati dal Management, solo in presenza di esposizioni effettive e chiaramente identificate;

Il processo della gestione dei rischi finanziari è strutturato sulla base di appropriate procedure e controlli, fondati sulla corretta separazione delle attività di conclusione, regolamento, rilevazione e reporting dei risultati.

Nei paragrafi successivi si riporta un'analisi dei rischi a cui il Gruppo Elica è esposto, con evidenza del livello di esposizione e, per i rischi di mercato, dell'impatto potenziale sui risultati consuntivi derivante da ipotetiche fluttuazioni dei parametri di riferimento (sensitivity analysis).



RISCHIO DI MERCATO

In questa tipologia di rischi l'IFRS 7 include tutti i rischi legati direttamente o indirettamente alla fluttuazione dei prezzi dei mercati fisici e finanziari a cui una società è esposta:

—› rischio tasso di cambio;
—› rischio commodity, legato alla volatilità dei prezzi delle materie prime utilizzate nell'ambito del processo produttivo;
—› rischio tasso di interesse.

In riferimento a tali profili di rischio il Gruppo Elica utilizza strumenti derivati al solo scopo di protezione, mentre non vengono in genere utilizzati strumenti derivati per puro scopo di negoziazione.

Nei paragrafi seguenti vengono analizzati singolarmente i diversi rischi, evidenziando laddove necessario, attraverso sensitivity analysis, l'impatto potenziale sui risultati consuntivi derivante da ipotetiche fluttuazioni dei parametri di riferimento.



RISCHIO TASSO DI CAMBIO

La valuta funzionale del Gruppo è l'Euro; tuttavia le Società del Gruppo intrattengono relazioni commerciali anche in Dollari Americani (USD), Sterline britanniche (GBP), Yen giapponesi (JPY), Zloty polacchi (PLN), Pesos messicani (MXN), Franchi svizzeri (CHF), Rubli russi (RUB), Yuan Renminbi cinesi (CNY) e Rupie indiane (INR). In tutte queste divise, tranne che in Franchi svizzeri, Zloty polacchi e Pesos messicani il Gruppo Elica realizza maggiori ricavi rispetto ai costi; pertanto variazioni del rapporto di cambio tra l'Euro e le suddette valute influenzano i risultati del Gruppo come descritto di seguito:

—› l'apprezzamento dell'Euro ha effetti negativi sui ricavi e sulla redditività operativa;
—› il deprezzamento dell'Euro ha effetti positivi sui ricavi e sulla redditività operativa.

L'ammontare del rischio di cambio, definito in via preliminare dal Management del Gruppo sulla base del budget di periodo, viene coperto gradualmente lungo il processo di acquisizione degli ordini, nella misura in cui gli ordini corrispondano alle previsioni contenute nel budget.
La copertura viene effettuata mediante la stipula con terze parti finanziarie di appositi contratti a termine e diritti di opzione per l'acquisto o vendita di valuta. Come evidenziato precedentemente, tali operazioni sono poste in essere senza alcuna finalità speculativa o di trading, coerentemente con le politiche strategiche orientate ad una prudente gestione dei flussi finanziari.
Oltre al rischio transattivo appena descritto, il Gruppo è inoltre esposto al rischio di cambio traslativo. Tale rischio comporta che attività e passività di società consolidate la cui valuta di conto è differente dall'Euro possano assumere controvalori in Euro diversi a seconda dell'andamento dei tassi di cambio, il cui importo si riflette contabilmente nella voce "riserva di traduzione" all'interno del Patrimonio Netto di Gruppo.
Il Gruppo monitora l'andamento di tale esposizione, a fronte della quale alla data di riferimento del bilancio non erano in essere operazioni di copertura; inoltre, a fronte del controllo totalitario da parte della Capogruppo sulle controllate, la governance sulle rispettive operazioni in valuta ne risulta fortemente semplificata.

Di seguito viene esposto il valore al 31 dicembre 2012 delle voci di Stato Patrimoniale denominate in valuta estera, per le valute le cui transazioni sono più significative:

voci di Stato Patrimoniale

Ai fini della sensitivity analysis sul tasso di cambio, sono stati analizzati i potenziali riflessi di oscillazioni dei tassi di riferimento EUR/CHF, EUR/CNY, EUR/GBP, EUR/JPY, EUR/PLN, EUR/RUB, EUR/USD, EUR/MXN e EUR/INR.
La seguente tabella evidenzia la sensitività a variazioni ragionevolmente possibili nei tassi di cambio, mantenendo fisse tutte le altre variabili, dell'utile ante imposte, a causa di variazioni nel valore delle attività e passività correnti denominate in valuta estera:

sensitività a variazioni nei tassi di credito

Le operazioni di copertura in essere al 31 dicembre 2012 con controparti finanziarie presentano un fair value complessivo negativo di 96 migliaia di Euro.
Di seguito viene esposta la relativa tabella con il dettaglio dei nozionali e dei fair value:

dettaglio dei nozionali e dei fair value

Ai fini della sensitivity analysis sul tasso di cambio, sono stati analizzati i potenziali riflessi di oscillazioni dei tassi di riferimento EUR/USD, EUR/GBP, EUR/PLN, EUR/JPY, EUR/RUB, EUR/CNY e delle curve dei tassi EUR e della divisa estera analizzata.
Nello stress testing abbiamo proceduto a stressare oltre al cambio spot to spot anche i tassi delle curve monetarie al 31 dicembre 2012 al fine di evidenziare l'effetto economico della variazione nelle curve dei tassi.
A tale scopo è stata considerata la variazione massima verificatasi nell'intervallo che va da inizio novembre 2012 fino a comprendere la prima settimana di gennaio 2013.
Per il cambio EUR/USD è stato applicato uno stress del 5,0%, per EUR/GBP del 2,0%, per EUR/PLN del 3,0%, per EUR/JPY del 8%, per EUR/RUB del 4% e per EUR/CNY del 4,0%.
Per i tassi di interesse, variabile che agisce sui cambi forward, è stato applicato uno stress del 3,1% (1 bps) per i tassi area Euro, del 1,4% (1 bps) per i tassi USA, del 2,9% (5 bps) per i tassi area Regno Unito, del 29,4% (40 bps) per i tassi polacchi, del 2,8% (1 bps) per i tassi giapponesi, del 8,5% per i tassi russi e del 3,0% (10 bps) per i tassi cinesi.

La seguente tabella evidenzia la sensitività alle variazioni sopra descritte nei tassi di cambio e nelle curve dei tassi indicate, mantenendo fisse tutte le altre variabili, del fair value delle operazioni in derivati in essere al 31 dicembre 2012 (con relativo confronto al 31 dicembre 2011):

sensitività alle variazioni sensitività alle variazioni

RISCHIO COMMODITIES

Il Gruppo è soggetto al rischio di mercato derivante dalla fluttuazione dei prezzi delle commodities impiegate nel processo produttivo. Le materie prime acquisite dal Gruppo (tra cui rame e alluminio) sono tra quelle i cui prezzi sono determinati dal trend dei principali mercati. Il Gruppo valuta regolarmente la propria esposizione al rischio di variazione dei prezzi delle commodities e gestisce tale rischio sia mediante fissazione dei prezzi tramite contratti con i fornitori sia mediante fissazione dei prezzi con controparti finanziarie.
In particolare, come illustrato dal Management, tra la fine e l'inizio dell'esercizio, sulla base del budget di produzione di periodo, vengono effettuate le fissazioni dei prezzi e delle quantità su entrambi i canali sopra descritti. Operando in tale modo il Gruppo riesce a coprire il costo standard delle materie prime previsto a budget da possibili incrementi del prezzo delle commodities, traguardando il raggiungimento dell'obiettivo di utile operativo.

Di seguito vengono esposti il valore nozionale ed i relativi fair value dei derivati sul rame in essere alla data del 31 dicembre 2012:

valore nozionale ed i relativi fair value dei derivati sul rame

Anche il rischio commodities è stato misurato attraverso sensitivity analysis, così come previsto dall'IFRS7. Le variazioni nei prezzi del rame utilizzati per la sensitivity analysis sono state individuate in relazione alla volatilità dei mercati dei tassi.
Tale analisi evidenzia che una rivalutazione nel prezzo del rame nella misura del 5% determina una variazione di fair value positiva dei contratti forward al 31 dicembre 2012 di 124 migliaia di Euro.
Viceversa una svalutazione del 5% determina invece una riduzione di fair value dei contratti forward di 124 migliaia di Euro.



RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE

La gestione del rischio di tasso da parte del Gruppo Elica è coerente con la prassi consolidata nel tempo finalizzata a ridurre i rischi di volatilità sul corso dei tassi d'interesse perseguendo, al contempo, l'obiettivo di limitare i relativi oneri finanziari entro i limiti previsti in sede di budget.
L'indebitamento del Gruppo è prevalentemente a tasso variabile.
Riguardo all'indebitamento del Gruppo, dalla sensitivity analysis emerge che una traslazione di -25 bps nella curva dei tassi d'interesse a breve termine determina minori oneri finanziari per 156 migliaia di Euro, mentre una traslazione di 25 bps nella stessa curva dei tassi determina maggiori oneri finanziari per 156 migliaia di Euro.
Il Gruppo si copre dal rischio tasso di interesse attraverso l'utilizzo di quattro Interest Rate Swap ed attraverso opzioni CAP a fronte di specifici finanziamenti a medio lungo termine a tasso variabile.

Di seguito viene esposta la relativa tabella con il dettaglio dei nozionali e dei fair value:

dettaglio dei nozionali e dei fair value

Anche il rischio tasso di interesse è stato misurato attraverso sensitivity analysis, così come previsto dall'IFRS7. Le variazioni nelle curve dei tassi utilizzate per la sensitivity analysis sono state individuate in relazione alla volatilità dei mercati dei tassi.
Tale analisi evidenzia che una traslazione di -1 bps della curva dei tassi di interesse monetari e di -20 bps della curva dei tassi a medio/lungo termine determina una variazione di fair value negativa degli Interest Rate Swap al 31 dicembre 2012 di 14 migliaia di Euro.
Una traslazione di 1 bps della curva dei tassi di interesse monetari e di 20 bps della curva dei tassi a medio/lungo termine determina invece un aumento di fair value degli Interest Rate Swap di 14 migliaia di Euro.
Con riferimento alle opzioni CAP la sensitivity analysis effettuata sulle curve dei tassi d'interesse evidenzia che a fronte di una traslazione della curva dei tassi d'interesse monetari di – 1bps e di una traslazione di -20 bps della curva dei tassi a medio/lungo non si hanno variazioni nei fair value.
Viceversa una traslazione della curva dei tassi d'interesse monetari di 1bps e una traslazione di 20 bps della curva dei tassi a medio/lungo non si ha nessun effetto nel valore dei fair value.



RISCHIO DI CREDITO

Il rischio di credito rappresenta l'esposizione del Gruppo Elica a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti commerciali. Tale rischio deriva soprattutto da fattori di natura economico-finanziaria, legati a potenziali crisi di solvibilità di una o più controparti.

Il Gruppo opera solo con clienti noti ed affidabili. È politica del Gruppo sottoporre i clienti ad analisi finalizzate ad individuare il merito creditizio. Inoltre il saldo dei crediti viene monitorato nel corso dell'esercizio in modo che l'importo delle esposizioni a perdite non diventi significativo.

La massima esposizione teorica al rischio di credito per il Gruppo al 31 dicembre 2012 è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie rappresentate in bilancio, oltre che dal valore nominale delle garanzie prestate su debiti o impegni di terzi come indicato nel paragrafo 6 "Impegni, garanzie e passività potenziali".

Al 31 dicembre 2012 i crediti commerciali, pari a complessivi 77,5 milioni di Euro (82,2 milioni di Euro al 31 dicembre 2011), includono circa 9,0 milioni di Euro (6,2 milioni di Euro al 31 dicembre 2011) relativi a crediti scaduti. Il 16% (1,2% al 31 dicembre 2011) dei crediti scaduti è scaduto da oltre 60 giorni.

Il valore dei crediti commerciali esposti in bilancio è al netto degli accantonamenti per inesigibilità dei crediti medesimi. L'accantonamento è stato effettuato sulla base dell'esperienza storica e sulla base di valutazioni puntuali relative ai singoli clienti rilevanti.
Gli accantonamenti per rischi su crediti sono stati effettuati seguendo le linee guida contenute nell'allegato alla "Financial Risks Policy " specificamente dedicato alla gestione del rischio di credito. Per ulteriori informazioni si rinvia al paragrafo 5.25 delle presenti note.
Nella gestione del rischio di credito il Gruppo si avvale della copertura assicurativa a garanzia dell'esigibilità di una parte significativa dei proprio crediti commerciali.



RISCHIO DI LIQUIDITÀ

Il rischio di liquidità rappresenta il rischio legato all'indisponibilità di risorse finanziarie necessarie per far fronte nel breve termine agli impegni assunti dal Gruppo e alle proprie esigenze finanziarie.

I principali fattori che determinano il grado di liquidità del Gruppo sono, da un lato, le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall'altro, i termini di scadenza e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. Tali fattori sono monitorati costantemente al fine di garantire un corretto equilibrio delle risorse finanziarie.

La tabella che segue riporta i flussi previsti in base alle scadenze contrattuali delle passività commerciali e finanziarie diverse dai derivati:

flussi previsti flussi previsti

Nel corso dell'esercizio il Gruppo ha stipulato con primarie controparti finanziarie due contratti di finanziamento a Medio Lungo termine nei quali è presente l'obbligo di rispettare determinati covenant economico patrimoniali osservati sul Bilancio Consolidato di Gruppo.
In particolare la struttura di detti covenant su alcuni dei finanziamenti a Medio Lungo termine esistenti è tale per cui non si determina immediatamente il default della linea al mancato rispetto del limite, ma in prima istanza si ha un incremento nel costo del finanziamento stesso.
Al 31 dicembre 2012 i livelli dei covenant in questione erano ampiamente rispettati da Elica S.p.A. sia a livello di incremento del costo del finanziamento e sia a livello di default della linea di credito.

Il Management ritiene che, alla data attuale, i fondi disponibili, oltre a quelli che saranno generati dall'attività operativa e di finanziamento, consentiranno al Gruppo di soddisfare i suoi fabbisogni derivanti dalle attività di investimento, di gestione del capitale circolante e di rimborso dei debiti alla loro naturale scadenza.
Per il dettaglio dei dati relativi alla posizione finanziaria netta si rimanda al punto 5.41 della nota integrativa.



CLASSIFICAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI

Classificazione degli Strumenti finanziari

Il Gruppo ritiene che i valori contabili delle voci approssimino il loro fair value. Riguardo la metodologia di valutazione delle singole voci rimandiamo al paragrafo 2 "Principi contabili e criteri di consolidamento" delle presenti Note.



GERARCHIA DEL FAIR VALUE
SECONDO L'IFRS 7

L'IFRS 7 richiede che la classificazione degli strumenti finanziari valutati al fair value sia determinata in base alla qualità delle fonti degli input usati nella valutazione del fair value.
La classificazione IFRS 7 comporta la seguente gerarchia:

—› Livello 1: determinazione del fair value in base a prezzi quotati in mercati attivi per identici assets o liabilities. Appartengono a questa categoria gli strumenti con cui il Gruppo opera direttamente in mercati attivi o in mercati "Over the Counter" caratterizzati da un livello sufficiente di liquidità;
—› Livello 2: determinazione del fair value in base a input diversi da prezzi quotati inclusi nel "Livello 1" ma che sono osservabili direttamente o indirettamente. In particolare rientrano in questa categoria gli strumenti con cui il Gruppo opera in mercati "Over the Counter" non caratterizzati da un livello sufficiente di liquidità;
—› Livello 3: determinazione del fair value in base a modelli di valutazione i cui input non sono basati su dati di mercato osservabili.

La classificazione degli strumenti finanziari può comportare una discrezionalità, seppur non significativa, nonostante il Gruppo utilizzi, in accordo con gli IFRS, qualora disponibili, prezzi quotati in mercati attivi come migliore stima del fair value degli strumenti derivati.
Tutti gli strumenti derivati in essere al 31 dicembre 2012 e al 31 dicembre 2011 appartengono al livello 2 della gerarchia di fair value.



STRUMENTI DERIVATI IN ESSERE
AL 31 DICEMBRE 2012

Nelle tabelle sottostante sono indicate le seguenti informazioni riguardanti gli strumenti derivati in essere al 31 dicembre 2012:

—› Il valore nozionale dei contratti derivati in essere, con analisi per scadenza;
—› Il valore di Stato Patrimoniale di tali contratti, rappresentato dal fair value degli stessi

strumenti derivati in essere al 31 dicembre 2012

Di seguito la situazione al 31 dicembre 2011:

strumenti derivati in essere al 31 dicembre 2011